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Malaria: come si trasmette. 3.600 casi in 5 anni in Italia

Non si sa ancora se la bimba morta di malaria sia un caso autoctono o di trasmissione (pare che altre due bimbe nello stesso ospedale siano risultate positive).

Ma come si trasmette la malaria?

Tramite puntura di zanzara. 

La malaria è una patologia infettiva causata da un parassita chiamato plasmodio. Si trasmette esclusivamente attraverso le punture di zanzare infette, solo il tipo Anopheles. Sono presenti in Africa, in America Centrale e del Sud ed in Asia. Esistono studi che attestano la presenza della zanzara Anopheles in Italia, anche se si tratta di esemplari poco adatti alla trasmissione della malattia.

Le zanzare infette sono definite ‘vettori’ e pungono principalmente tra il tramonto e l’alba. Nel corpo umano i parassiti della malattia si moltiplicano nel fegato e quindi dopo una incubazione variabile infettano globuli rossi.

I sintomi.

Febbre, mal di testa, tensione di muscoli della nuca, brividi e sudorazione, talvolta nausea, vomito e diarrea, sono i sintomi che possono essere presenti ma che possono anche alternarsi. In genere compaiono tra i 10 ei 15 giorni dopo la puntura. Se non viene trattata con i farmaci appropriati, la malaria può diventare rapidamente pericolosa e mettere a rischio la vita, interrompendo l’afflusso di sangue agli organi vitali. In molte parti del mondo, i parassiti hanno sviluppato una resistenza ad una serie di farmaci specifici.

Alcuni dati importanti.

In Italia, come in Europa, è diventata la malattia tropicale più frequentemente importata. Secondo i dati più recenti, dal 2011 al 2015 sono stati notificati 3.633 casi, di cui l’89% con diagnosi confermata. La quasi totalità è d’importazione, i casi autoctoni riportati sono stati solo sette, riporta la Circolare del ministero della Salute dello scorso dicembre per la Prevenzione e controllo della malaria in Italia. I decessi sono stati in totale quattro, dovuti ad infezioni da Plasmodio falciparum acquisite in Africa.

Il 70% dei malati sono uomini, il 45% ha tra i 24 e i 44 anni. I cittadini italiani colpiti da malaria sono il 20% dei casi, di cui il 41% era in viaggio per lavoro, il 22% per turismo, il 21% per volontariato/missione religiosa. Gli stranieri rappresentano ben l’80%, e di questi l’81% dei casi si è registrato tra immigrati regolarmente residenti in Italia e tornati nel Paese d’origine in visita a parenti e amici, il 13% tra immigrati al primo ingresso. La maggior parte dei casi è notificata nelle regioni del Centro-Nord.

La specie di plasmodio predominante è risultata P.falciparum, con l’82% dei casi segnalati, seguita da P.vivax (12%), P.ovale (4%), P. malariae (2%). Rare le infezioni miste (0,4 %). Il 92% dei casi arriva dal continente africano (soprattutto da Paesi dell’Africa occidentale), il 7% da quello asiatico, lo 0,6% da Paesi dell’America centro meridionale e lo 0,1% dall’Oceania (Papua – Nuova Guinea); in questi ultimi tre continenti predomina il P.vivax. Ad aprile 2016, l’Ufficio regionale europeo dell’Oms ha annunciato l’eradicazione della trasmissione di malaria autoctona in Europa.

Ben diversa la situazione nelle aree tropicali e sub tropicali, dove la malaria rappresenta ancora la più importante malattia trasmessa da un vettore. Secondo l’ultimo rapporto Oms (World Malaria Report, dicembre 2015), sono 95 i Paesi ancora con endemia malarica, circa 214 milioni i casi e 438mila i decessi.

Fonte: adnkronos e repubblica.it

La spesa di settembre: quali sono gli alimenti da acquistare

A settembre è il mese della transizione, finiscono i frutti e gli ortaggi estivi e iniziano quelli invernali. Vediamo cosa mettere esattamente nel carrello, vegetali di stagione per avere tutto il gusto e perché no risparmiare.

  • fichi,
  • lamponi,
  • limoni,
  • mandorle fresche e nocciole: io ne sono ghiotta, le mangio a colazione o come merenda
  • mele,
  • meloni,
  • more,
  • pere,
  • pesche,
  • prugne,
  • uva spina: molto difficile da trovare nei supermercati, dal sapore superbo
  • barbabietole,
  • sedano e basilico: se avete la fortuna di avere piantine di basilico, potete raccoglierlo tutto e preparare dell’ottimo pesto fatto in casa e conservarlo in freezer tutto l’inverno, il profumo e il sapore non si avvicinano minimamente a quello acquistato,
  • bietole, erbette, coste e spinaci
  • broccoli, cavoli cappuccio, cavoli verza,
  • cetrioli,
  • cicorie,
  • cipolle, scalogno e porri,
  • fagiolini,
  • indivia, rucola, valerianella e lattuga,
  • radicchi rossi,
  • rape e rapanelli e sedano rapa,
  • zucche e zucchine,
  • carote.
yoga Pioltello

Yoga e meditazione contro lo stress: ora è scientificamente provato

Che Yoga e meditazione avessero la capacità di rilassare la mente e migliorare la salute fisica era “quasi” certo: fino ad ora nessuno è riuscito a spiegare bene i meccanismi molecolari tramite cui le attività mente-corpo (mind-body intervention – MBI) riescono a contribuire al nostro benessere.

Ma ora, uno studio condotto presso le Università di Coventry e Radboud ha preso in esame 18 lavori aventi come obiettivo l’analisi degli effetti molecolari dei diversi MBI.

Tra questi lo yoga, il tai-chi, la mindfulness, il rilassamento e le tecniche del controllo del respiro. Sono stati analizzati 864 diversi soggetti sia sani, sia affetti da disturbi psichiatrici provenienti da diversi centri del mondo. Si è scoperto che lo svolgimento di MBI ha la capacità di antagonizzare i meccanismi molecolari e genetici dello stress: in particolare si è vista un’attività specifica sul sistema simpatico.

Una persona sottoposta ad uno stress è infatti indotta ad un’aumentata produzione di una molecola chiamata nuclear factor kappa B (NF-kB), che regola l’espressione genica di alcune proteine chiamate citochine che inducono a loro volta infiammazione e danno cellulare.

I mind-body interventions hanno la capacità di invertire questo meccanismo riducendo il NF-kB e quindi l’infiammazione cellulare e dei danni secondari causati dallo stress (specie se aiutati dall’esercizio fisico, una sana nutrizione e un corretto sonno).

Fonte: harmonia mentis

Nel nostro centro, potete provare il nostro CORSO DI YOGA TERAPEUTICO che sarà tenuto presso il nuovo Centro Medico Physiorelax di Pioltello dalla Dottoressa GERMANA ERBA a partire da mercoledì 20/9/17 dalle ore 18:30.

Molto più di un semplice corso di yoga, poiché tenuto da una affermata Psicologa Psicoterapeuta in grado di realizzare un vero, completo intervento mente-corpo.

E’ possibile partecipare ad una LEZIONE DI PROVA GRATUITA, che verrà tenuta il giorno mercoledì il 06/09/2017 alle ore 18.30prenotando al numero 02.382.387.84 (fino ad esaurimento posti).

La partecipazione alla lezione di prova NON comporta nessun impegno od obbligo di iscrizione per i partecipanti, che a fine lezione saranno liberi di scegliere se iscriversi al corso di yoga o meno.

Solo per motivi assicurativi e di privacy verrà richiesto il rilascio dei dati anagrafici e la sottoscrizione della consueta informativa privacy.

Dieta mediterranea: antiinfiammatoria e con effetti neuroprotettivi

Non è di certo nuova la scoperta sui benefici della dieta mediterranea, per la precisione, risale ben agli anni ’50 quando Ancel Keys (nutrizionista americano) notò che le popolazioni mediterranee erano meno attaccate da malattie metaboliche e cardiovascolari rispetto ai suoi concittadini.

Da allora sono numerosissimi gli studi che confermano la base di un’alimentazione sana ed equilibrata. Oltre che a livello vascolare, la dieta è in grado di indurre effetti antiinfiammatori, con possibili effetti neuroprotettivi.

Proprio su questo, è stato creato un nuovo regime alimentare chiamato “Mind” (Mediterranea-Dash intervention for neurodegenerative delay), che da primissimi studi sembrerebbe in grado di ridurre il rischio di malattie degenerative.

Quali sono gli alimenti presenti? Prevalentemente verdure a foglia verde, frutta secca, frutti di bosco, fagioli, cereali integrali, pesce, pollame, olio di oliva e vino: tutti con effetti antiossidanti quindi.

Un gruppo di ricercatori dell’Università di San Francisco, ha studiato un campione formato da 5907 anziani, soffermandosi sulle abitudini alimentari e le abilità cognitive, in particolare memoria e attenzione per verificare in maniera sistematica l’impatto a lungo termine della dieta mediterranea sullo sviluppo delle malattie neurodegenerative.

In base a questo studio, chi si approcciava alla dieta mediterranea o Mind, aveva migliori risultati nei test: addirittura un rischio minore del 35% di sviluppare deficit cognitivi e malattie neurodegenerative.

Fonte: harmonia mentis

Uovo a tutto tondo

CODICI E TRACCIABILITÀ

Su ogni uovo deve essere riportato un codice, che serve al consumatore, per risalire fino all’allevamento che le ha prodotte e per sapere in che modo sono state allevate le loro galline. Stampigliato direttamente sul guscio, è riportato un codice, ad esempio:

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La prima cifra può andare da 0 a 3:

0= allevamento all’aperto, estensivo con vegetazione e all’aperto, 1 gallina ogni 10mq, alimentata con mangime biologico

1= allevamento all’aperto, intensivo con vegetazione, 1 gallina ogni 2,5mq

2= allevamento a terra, le galline razzolano in un capannone su terreno coperto di paglia o sabbia sul quale depongono le uova, privo di vegetazione, 7-9 galline per mq

3= allevamento in gabbia, anche detto in batteria, 25 galline per mq, depongono direttamente in un circuito meccanizzato di raccolta delle uova

Le successive due lettere indicano la nazione di produzione: IT Italia, ES Spagna, BG Bulgaria, FR Francia, DE Germania…

Dalla quarta alla sesta cifra s’identifica il comune di allevamento. Le successive due lettere indicano la provincia d’allevamento. Le ultime tre cifre specificano l’allevamento.

CONFEZIONE E CLASSIFICAZIONI

Sulla confezione sono presenti altri dettagli: categoria A denomina le uova fresche, mentre la B  sono le uova di seconda qualità destinate principalmente alle industrie. La categoria A può essere anche extra, la quale sarà di qualità superiore rispetto alle semplici A ma solo fino al nono giorno dopo alla deposizione. In questo caso, oltre al codice per la tracciabilità deve essere presente sul guscio anche lo stampo della data di deposizione.

Troviamo poi la classificazione in base al peso:

S= Piccole meno di 52g

M= medie tra i 53 e i 63g

L= grandi tra i 63 e i 73g

XL= grandissime pesano più di 73g

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Confezione di plastica o di cartone? In quella di cartone le uova non incorrono nella formazione di condense rischiosa a livello igienico, quindi meglio nel cartone.


CONSERVAZIONE E FRESCHEZZA

Una volta portate a casa è buona norma non lavarle e riporle in frigorifero. Se le laviamo tutto ciò che è presente sul guscio passerà all’interno(microrganismi). Questa operazione sarà importante al momento dell’utilizzo.

Se compriamo uova sfuse o le dimentichiamo in frigorifero, basterà controllare la freschezza osservandole una volta rotte in un piatto. Quando sono fresche l’albume si divide in due parti una più gelatinosa che starà attorno al tuorlo e una più liquida che invece si espande all’interno del piatto. Il tuorlo risulterà sodo e alto quando sono fresche invece schiacciato e molle se sono vecchie.

Fonte: Dott. Emma Storino dietista

E dopo le vacanze…

Durante la pausa estiva si tende a mangiare in modo sregolato, eccedendo in dosi e in alimenti poco salutari. Finite le vacanze non si sente che parlare di diete fantasiose, estreme e dannose per la salute. Dal mio punto di vista ciò che veramente può essere d’aiuto è l’ATTIVITÀ FISICA, oltre a tornare alle vecchie e sane abitudini. Avevo parlato in precedenza  di quelli che sono i vantaggi di un’attività fisica regolare, tra cui mantenere o raggiungere il peso forma ma il lato positivo, che personalmente mi spinge a muovermi di più, è che aumenta la sensazione di benessere.

Molto spesso si cercano scuse per non far attività fisica, quella più banale è “la palestra costa troppo…”. Oggi vorrei smontarla e invogliarvi a fare movimento LOWCOST!

La prima cosa che dobbiamo fare è una camminata a passo sostenuto per 20/30 minuti tutti i giorni, la costanza premia. A questo potremmo aggiungere le scale o lasciare la macchina un po’ più distante o non prenderla per brevi tragitti. Questi sono i consigli base che tutti noi possiamo seguire senza un grande impegno.

Per chi ha la fortuna di avere bambini in casa, l’ideale è giocare con loro. Con i bimbi piccoli potrete gattonare, fare slalom tra sedie e tavoli, imitare gli animali; con i più grandi improvvisare balletti con le femminucce o lotte con i maschietti. Oltre ad andare in bicicletta, fare passeggiate o nuotare in piscina.

A questo punto la critica è “ma chi ha tutto questo tempo”, trovare lo spazio per fare ciò che ci piace o ci fa stare bene con noi stessi e di conseguenza anche con gli altri è importante, ci sono cose che facciamo in casa che ci permettono di essere attivi. Un esempio classico sono i lavori di casa: lavare i vetri, fare giardinaggio, pulire i pavimenti, lavare il bucato a mano.

Se fate tutto ciò, il passo successivo è quello di creare una mini palestra in casa. Possono bastare poche cose:

  • Una connessione internet per visionare video di aerobica, gag, yoga, c’è un mondo su youtube completamente gratuito, se invece preferite qualcuno che vi segua personalmente e non volete spendere cifre esorbitanti, condividete un personal trainer con amiche o vicine di casa;
  • Una corda: saltare è un ottimo allenamento cardio-vascolare;
  • 196706_4402720594479_1506299380_n I pesi: esistono sia quelli a bracciale da mettere intorno ai polsi o alle caviglie oppure i classici manubri, se si vuole risparmiare basterà improvvisare con bottigliette d’acqua.

 

Il movimento ci aiuta a tenerci in forma ma anche a sentirci bene, si può fare da soli o in compagnia, senza spendere cifre esagerate. Il regalo più bello che possiamo farci è trovare del tempo per noi stessi.

Fonte: Dott.ssa Emma Storino Dietista

Consigli per “il mal di viaggio”

Vacanze ormai alle porte per la maggior parte degli italiani. Ma per non soffrire del famoso “mal di viaggio”, quali sono i consigli da seguire?

La cinetosi, o disturbo da movimento, è causata dalla costante ed energica sollecitazione delle strutture dell’orecchio interno adibite all’equilibrio – spiega Atzori all’Adnkronos Salute – Generalmente i sintomi sono sudorazione fredda, nausea, conati e vomito, pallore, mal di testa, vertigini, aerofagia, astenia, bradicardia, diminuzione della pressione, sonnolenza, diarrea, intensa salivazione, abbondante minzione e successiva disidratazione”.

Ecco i suoi consigli.

1) Evitare di mangiare o se possibile assumere quantità ridotte di cibo di facile digestione.

2) Evitare di bere bibite.

3) Evitare il fumo e gli ambienti caldi. Se possibile avere l’accesso all’aria fresca (creare ventilazione aprendo i finestrini dell’auto).

4) Evitare di leggere riviste e di usare sistemi mobili (tablet, smartphone, ecc.).

5) Ridurre al minimo i movimenti del corpo, del collo e della testa.

6) Se possibile bisogna non guardare punti in movimento (ad esempio, le onde).

7) Stazionare nel luogo del mezzo di trasporto al baricentro (nei posti dell’aereo in prossimità delle ali, o nella parte centrale e bassa della nave).

8) Cercare di ridurre lo stato d’ansia o di inquietudine. Si può ridurre ansia e agitazione con tecniche di rilassamento muscolare e con tecniche yoga che possono essere ideali anche per il ritorno in ufficio. Potete imparare come fare nel nostro centro. Chiamate per info!

Oltre a questi accorgimenti, che riducono i disturbi da movimento, poco prima del viaggio può essere utile assumere, masticandola bene, qualche sottile fettina di zenzero fresco. Questa radice contiene delle particolari sostanze (gingeroli) in grado di neutralizzare il senso di nausea in quanto stimolano la digestione e quindi lo svuotamento gastrico. In fitoterapia per prevenire la cinetosi spesso si consiglia anche l’uso del Cocculus indicus, del Tabacum, della Menta.

 

Fonte: adnkronos

A spasso tra frutta e verdura

Frutta e verdura sono molto importanti per la nostra dieta (dal greco modo di vivere). Alla base della piramide alimentare, contribuiscono a rifornirci di un notevole apporto d’acqua, fibre, sali minerali e vitamine. Ognuno di loro ha un carico di sostanze benefiche per l’ottimale funzionamento dell’organismo.

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5 a day, cinque porzioni al giorno è stata una delle campagne più recenti e importanti a livello mondiale. Già nel motto c’è gran parte del messaggio: 5 porzioni al giorno tra frutta e verdura, ma cosa s’intende per porzione? Una porzione corrisponde a un frutto o un ortaggio di grandezza media: una mela, un’arancia, un pomodoro o l’equivalente di 2 o più frutti piccoli (due kiwi, sette fragole, una manciata d’uva o una tazza d’insalata) o una fetta di frutta grande (melone, anguria ecc).

Per acquisire tutti i principi nutritivi è sufficiente variare. Consumare frutta e verdura cromaticamente diversa ci permette di sfruttare tutte le proprietà terapeutiche esistenti in natura. Ci sono 5 classi di colori, con sostanze diverse e funzionalità specifiche:

  • Giallo arancio: ricche di carotenoidi, vitamina c e flavonoidi, aiutano il sistema immunitario.
  • Rosso: ricche di licopene e antocianine, migliorano le prestazioni dell’apparato digestivo e respiratorio.
  • Bianco: polifenoli, flavonoidi, selenio e composti solforati (in aglio e cipolla principalmente); promuovono l’omeostasi.
  • Verde: contengono clorofilla, magnesio, acido folico e luteina. Frutta e verdure verdi hanno proprietà depurative e disintossicanti.
  • Viola blu: antocianine, carotenoidi, vitamina C, magnesio e potassio; migliorano l’elasticità e la funzionalità dei vasi sanguigni e rallentano l’invecchiamento cellulare.

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Non in tutte le stagioni troviamo gli stessi frutti, questo perché la natura ha i suoi ritmi. Nella medicina alternativa si crede che rispettare la stagionalità oltre a garantire un prodotto più ricco di nutrienti (micro e macro) possa servire anche per la nostra salute. Mi spiego meglio. Ad esempio durante l’inverno abbiamo bisogno di alimenti che possano stimolare le difese immunitarie, gli agrumi ricchi di vitamina c svolgono proprio questa funzione e secondo la medicina alternativa (e ormai anche quella tradizionale) la natura ci offre questi frutti proprio in prossimità della stagione fredda per sfruttarne al meglio le loro qualità. Piuttosto che le erbe amare (cicorie, tarassaco, catalogna) siano presenti nel cambio di stagione tra inverno e primavera, il periodo migliore per disintossicarci dalle scorie accumulate nella stagione fredda.

Purtroppo alcune vitamine sono molto fragili, possiamo perderle ad alte temperature o con cotture prolungate. Per mantenere al meglio ogni sostanza scegliamo un metodo di cottura non troppo aggressivo vanno benissimo le cotture a vapore, se le dovessimo utilizzare lessate, basterà impiegare poca acqua (giusto a coprire la nostra verdura).

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Se invece dovessimo fare una spremuta d’arancia, consumiamola appena fatta ci garantirà lo stesso apporto di vitamina C del frutto fresco.

Consumare almeno cinque porzioni di frutta e verdura al giorno, ci garantisce quindi l’apporto di numerosi nutrienti per mantenere il nostro stato di salute ottimale. Per far incetta delle loro proprietà benefiche rispettiamo la stagionalità che ci impone la natura e scegliamo sempre vegetali diversi. Varietà è la parola “principe” per l’alimentazione e soprattutto per frutta e verdura.

Fonte: Dott.sa Emma Storino Dietista 

Farmaci & Estate: consigli per l’uso

Se la colonnina di mercurio sale, a risentirne possono essere anche i medicinali. Farmaci per la tiroide, contraccettivi e prodotti che contengono ormoni vanno conservati in ambienti freschi e a temperatura costante, perché sono particolarmente sensibili alle variazioni termiche, mentre l’insulina va tenuta in frigo. A guidare gli italiani è l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), che ha realizzato e pubblicato online la guida 2017 ‘Farmaci&Estate’, realizzata per illustrare i rischi più frequenti che si possono correre nella conservazione, nel trasporto e nell’utilizzo dei medicinali durante la stagione calda. Con alcune semplici accortezze, illustrate nella Guida, è possibile evitare una diminuzione dei livelli di qualità, sicurezza ed efficacia dei farmaci che assumiamo. Eccole:

1 ) Verifica le corrette modalità di conservazione nei foglietti illustrativi. Se la temperatura di conservazione è specificatamente indicata, non rispettarla potrebbe rendere i farmaci dannosi (ciò vale soprattutto per antibiotici, insulina, analgesici, adrenergici e sedativi). Se non è specificata, ricorda di tenere il medicinale in luogo fresco e asciutto, a una temperatura inferiore ai 25°. Esporlo a temperature superiori per più di due giorni, “ne anticiperebbe la scadenza”. Inoltre i farmaci a base di insulina vanno conservati in frigorifero una volta aperti. Una volta aperti possono essere conservati a temperatura ambiente, mentre congelarli potrebbe causare una perdita di efficacia. E’ bene conservare in ambienti freschi e a temperatura costante i farmaci per la tiroide, i contraccettivi e altri medicinali che contengono ormoni, perché sono particolarmente sensibili alle variazioni termiche. Anche alterazioni di farmaci come la nitroglicerina, gli antiepilettici, gli anticoagulanti, l’insulina, gli antibiotici o l’aspirina possono essere rischiose. Una crema base di idrocortisone, per effetto del calore, potrebbe separarsi nei suoi componenti e perdere di efficacia.

2 ) Ogni volta che ti sembra che il farmaco abbia un aspetto diverso dal solito o presenti difetti nel colore e nell’odore non assumerlo senza aver prima consultato il tuo medico o il farmacista. Se possibile preferisci le formulazioni solide a quelle liquide, perché queste sono più sensibili alle alte temperature.

3 ) Evita sempre di esporre i farmaci al sole e, se devi viaggiare, utilizza un contenitore termico (specie per farmaci spray e insulina).

4 ) Il caldo può provocare l’abbassamento della pressione anche negli ipertesi, pertanto la terapia dell’ipertensione arteriosa e di altre malattie cardiovascolari potrebbe richiedere in estate un riadattamento da parte del medico. Ricorda che le terapie in corso non vanno mai sospese autonomamente.

5) Per risparmiare spazio in valigia potresti essere tentato di utilizzare un unico contenitore per farmaci diversi: sbagliato. Questo rischierebbe di creare difficoltà a riconoscere, ad esempio, scadenze, tipologie e dosaggi dei medicinali differenti.

6 ) Se viaggi in aereo riponi i farmaci nel bagaglio a mano, se sei in terapia con farmaci salvavita, porta le ricette: potrebbero essere richieste ai controlli di sicurezza.

7 ) Se affronti un lungo viaggio in auto trasporta i farmaci nell’abitacolo anziché nel bagagliaio, che potrebbe scaldarsi troppo.

8 ) Dopo l’esposizione al sole, alcuni farmaci potrebbero causare reazioni da fotosensibilizzazione. Per i medicinali in forma di gel o crema verifica sempre la compatibilità con l’esposizione al sole. Evita di utilizzare intorno agli occhi prodotti che potrebbero entrare in contatto con la superficie oculare. Controlla attentamente le istruzioni in caso di assunzione di antibiotici (tetracicline, chinolonici), sulfamidici, contraccettivi orali (pillola), antinfiammatori non steroidei (Fans), prometazina (antistaminico). Evita l’esposizione al sole, compreso il solarium, dopo l’applicazione di creme, gel, soluzioni, spray e cerotti a base di ketoprofene (fino a due settimane dopo il trattamento) o creme a base di prometazina, spesso utilizzate per le punture di insetti o allergie cutanee. In caso, lavare accuratamente la zona interessata.

Fonte: Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

Niente panico: le uova in Italia non sono contaminate

La notizia sta rimbalzando un po’ ovunque: pare che milioni di uova contaminate siano state ritirate dai supermercati e dai magazzini in Germania e nei Paesi Bassi. In Belgio la vendita è stata bloccata dopo che sono stati trovati alti livelli di fipronil: un insetticida tossico vietato nell’uso della produzione di alimenti destinati al consumo umano.

In Olanda la situazione sembra decisamente critica: 180 allevamenti sono stati temporaneamente chiusi è c’è in corso un’inchiesta penale sulle uova ritirate e tracciate.

Il fipronil, è in uso frequente da parte dei veterinari per eliminare pulci, pidocchi e zecche, ma vietato sugli animali destinati al consumo umano. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, è una sostanza altamente tossica e può danneggiare il fegato, la tiroide e i reni se ingerito per un lungo periodo e in quantità considerevole.

Purtroppo nei Paesi Bassi sembra in uso da più di un anno, addirittura si parla di averla mescolata con un insetticida legale per migliorare la resa dei polli. Fermi tutti quindi, dopo l’avviso della Nvwa: “Stiamo ancora valutando il numero di aziende colpite ed è ancora in corso l’analisi di 600 campioni”.

In Belgio, intanto, l’Afsca, l’Autorità per la sicurezza alimentare, ha fatto sapere di essere a conoscenza della possibile contaminazione da fipronil già da giugno.

E in Italia? Nessuna allerta nel nostro paese dove la direzione generale per l’Igiene e la Sicurezza degli alimenti del ministero della Salute, ha dichiarato che non esistono uova contaminate con fipronil.

Fonte: Adnkronos Salute

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