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Le statine non danno disfunzione erettile; le onde d’urto la curano

Buone notizie per i pazienti maschi affetti da disturbi cardiovascolari o con fattori di rischio: secondo una revisione con metanalisi, pubbblicata sull’American Journal of Medicine, l’uso di statine non sembra essere associato alla comparsa ex novo di disfunzione erettile, contrariamente a quanto si temeva sulla base di alcuni effetti collaterali segnalati, come la riduzione dei livelli ematici di testosterone.

Le statine 

Le statine sono un gruppo di molecole appartenenti alla categoria dei cosiddetti ipolipemizzanti, sintetizzate sul modello di un metabolita fungino (mevastatina) la cui attività farmacologica fu scoperta nel 1975.

Proprietà caratteristica delle statine è la capacità di abbassare i livelli del colesterolo nel sangue. Per questo possono essere utilizzate in cardiologia nel trattamento del cosiddetto “colesterolo alto” (chiamato in medicina ipercolesterolomia).

Il loro effetto più significativo è la riduzione del colesterolo LDL (noto anche come colesterolo “cattivo”). Inoltre aiutano a ridurre i livelli di trigliceridi e a far aumentare quelli del colesterolo HDL (conosciuto anche come colesterolo “buono”).

La loro azione può rallentare la formazione delle placche aterosclerotiche, ispessimenti della parete delle arterie associati a eventi gravi come l’infarto e l’ictus.

La metodologia

Per arrivare a questa conclusione, i ricercatori hanno fatto una metanalisi dei trial clinici e degli studi osservazionali che hanno confrontato utilizzatori di statine con non utilizzatori, e che hanno riportato la data di esordio della disfunzione erettile rispetto all’inizio della cura farmacologica.

In totale sono stati identificati tre trial clinici randomizzati e tre studi osservazionali, per un totale di circa 70.000 uomini, di cui circa 25.000 utilizzatori di statine. Il follow-up medio è stato di circa 4 anni. L’assunzione delle statine non è associata all’aumento del rischio di comparsa di disfunzione erettile, calcolata con diversi modelli statistici di valutazione del rischio. L’analisi con regressione logistica multivariata dimostra anche che non vi sono effetti negativi del trattamento in relazione all’età o alla presenza concomitante di diabete mellito.

Effetti protettivi

Secondo gli autori, è possibile ipotizzare addirittura un effetto protettivo delle statine nei confronti della disfunzione erettile: queste molecole compensano il danno ossidativo legato al colesterolo LDL e all’infiammazione vascolare, migliorando la funzione endoteliale e la biodisponibilità del monossido di azoto nel tessuto vascolare penieno, prevenendo il danno vascolare e migliorando il flusso ematico nell’organo. In esperimenti su ratti, spiegano gli autori, le statine migliorano la risposta a molecole come il sildenafil. Nel gruppo dei più giovani (40-49 anni) le statine ridurrebbero non solo l’incidenza della disfunzione erettile legata al danno vascolare, ma anche quella di origine psicogena.

L’effetto protettivo è dipendente dalla dose e dalla durata del trattamento, ed è maggiore per le statine idrofile (per esempio pravastatina e rosuvastatina) rispetto alle statine più lipofile (come simvastatina, atorvastatina, lovastatina e fluvastatina).

I limiti

Le conclusioni, però, vanno prese con le pinze, dicono gli autori, perché l’inclusione di studi osservazionali può aver indotto un bias di selezione, dato che i trial randomizzati che riportano la disfunzione erettile tra gli effetti collaterali previsti dalla scheda di valutazione sono pochi.

Inoltre l’incidenza reale della disfunzione erettile negli studi potrebbe essere sottostimata. La mancanza di informazioni provenienti dal paziente non permette, infine, di distinguere tra forme organiche e psicogene, di calcolare la durata del disturbo e la sua reversibilità.

Le onde d’urto come alternativa

Il principio grazie al quale le onde d’urto extracorporee hanno effetto sul tessuto biologico, si basa sulla trasformazione di stimoli meccanici in segnali biochimici o biomolecolari. Il processo è conosciuto come Meccanotrasduzione.
Effetti ormai ampiamente documentati prodotti dalle onde d’urto sono la produzione di NO tissutale e la sintesi di fattori di crescita correlati alla neo-angiogenesi oltre alla stimolazione di fenomeni di rilassamento muscolare.
Le onde d’urto quindi agiscono da supporto ai meccanismi responsabili della regolazione dell’erezione.
Effetti specifici nel trattamento della Disfunzione Erettile:
Neo-Angiogenesi (vascolarizzazione)
Iperemia
Rilassamento muscolare
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Per info sul Dott. Biffi, qui la sua pagina con tutte le info.
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