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La bufala sull’autismo dato dai vaccini, che compie 20 anni

E’ ormai maggiorenne, pubblicata sulla prestigiosa rivista medica The Lancet.

E ancora oggi può essere considerata una delle più grosse fake news inerenti alla salute, riuscendo ancora a fare danni in qualche modo. Tanto è vero che se si cerca su PubMed l’articolo, è coperto da una grande scritta rossa “Retracted”. Peccato che uscì, e ancora oggi se ne hanno conseguenze.

“Il 28 febbraio del 1998 il medico inglese Andrew Wakefield“, insieme a 12 colleghi, “pubblicò su Lancet uno studio che indicava un possibile legame tra il vaccino trivalente morbillo, parotite e rosolia e l’autismo. Un lavoro pubblicato su una rivista molto credibile, che in realtà era frutto di una frode scientifica”, racconta all’AdnKronos Salute Salvo Di Grazia, ginecologo dell’azienda sanitaria di Pieve di Soligo (Treviso), che ormai da anni cura ‘Medbunker, le scomode verità’. Un blog che vanta oltre 5.000 visite al giorno e, a suon di documenti e testimonianze, analizza e fa a pezzi le pseudocure e i ‘guru’ che le propinano a chi ha bisogno d’aiuto.

“Lo studio – ricorda – non concludeva che i vaccini causano l’autismo, ma metteva in luce un possibile legame tra il trivalente e un nuovo disturbo”, l’enterocolite autistica. “In una conferenza stampa il medico sostenne poi che era opportuno sospendere l’uso del vaccino trivalente, e impiegare invece vaccini monovalenti. Tra l’altro, come si scoprì più tardi, lo stesso Wakefield aveva fatto richiesta di brevetto per il suo vaccino monovalente”.

Risultato? Un’ondata di panico e diffidenza nei confronti dei vaccini, che resiste tutt’oggi. “A sbugiardare la bufala fu il giornalista Brian Deer“, con una serie di articoli tra il 2004 e il 2010, “che portarono all’inchiesta da parte del General Medical Council – continua Di Grazia – che giudicò Wakefield disonesto e non etico, autore di una frode scientifica e anche di abusi sui bambini”. Wakefield fu radiato dall’Ordine dei medici, e Lancet ritirò l’articolo. “Una frode banale, a scopo economico, anche sciocca. Che però regge ancora: non è facile spiegare tutta la vicenda – aggiunge l’esperto – e c’è anche una bufala sulla bufala: alcuni sostengono che Wakefield fu riabilitato. Ma questo non è vero. Fu il suo primario, all’inizio radiato anche lui perché si pensava non potesse non sapere, ad essere riammesso nell’Ordine dei medici dopo aver presentato ricorso. E ci tengo a sottolineare che ulteriori studi, su grandi numeri, hanno sempre negato il presunto legame” tra vaccino trivalente e autismo.

Purtroppo ancora oggi i social e il passaparola selvaggio sono fonti fertili per il passaggio delle fake news. Ma basterebbe essere un po’ più consapevoli e chiedere. Informarsi sempre presso il proprio medico o personale certificato, aiuterebbe a dissolvere molti dubbi.

Fonte: adnkronos.com

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