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Dieta senza glutine Pioltello

La malattia celiaca: i punti base per capirla

La malattia celiaca (o celiachia) è una infiammazione cronica dell’intestino tenue, scatenata dall’ingestione di glutine da parte di soggetti geneticamente predisposti.
La celiachia è caratterizzata da un quadro clinico variabilissimo, che va dalla diarrea profusa con marcato dimagrimento, a sintomi extraintestinali, alla associazione con altre malattie autoimmuni. A differenza delle allergie al grano, la celiachia non è indotta dal contatto epidermico con il glutine, ma esclusivamente dalla sua ingestione.

Non solo sintomi gastrointestinali

  • Sintomi ematologici (anemia sideropenica resistente al trattamento marziale)
  • Sintomi endocrinologici (ritardo puberale e bassa statura)
  • Sintomi neurologici (atassia cerebellare, spesso accompagnata da neuropatia
    periferica)
  • Ipertransaminemia ed epatite criptogenetica
  • Ipoplasia dello smalto e afte ricorrenti a livello del cavo orale
  • Dermatite erpetiforme (caratterizzata da rash cutaneo simmetrico altamente
    pruriginoso con papule sottoepidermiche)

La celiachia è una malattia genetica?

  • La predisposizione genetica è dimostrata dalla maggiore prevalenza della celiachia
    nelle famiglie con un caso indice
  • Chi ha un gemello monozigote affetto da celiachia ha un’altissima probabilità
    di sviluppare la malattia

E per il trattamento?

La dieta aglutinata è l’unica terapia disponibile per la celiachia e va eseguita con rigore per tutta la vita. Introdurre il glutine a 12 piuttosto che a 6 mesi, come avviene di norma, non modifica il rischio globale, pur ritardando la comparsa di celiachia, ma potrebbe ridurre il rischio di sviluppare questa condizione nei bambini ad alto rischio genetico.

Fonte: Momento Medico

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