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Malaria: come si trasmette. 3.600 casi in 5 anni in Italia

Non si sa ancora se la bimba morta di malaria sia un caso autoctono o di trasmissione (pare che altre due bimbe nello stesso ospedale siano risultate positive).

Ma come si trasmette la malaria?

Tramite puntura di zanzara. 

La malaria è una patologia infettiva causata da un parassita chiamato plasmodio. Si trasmette esclusivamente attraverso le punture di zanzare infette, solo il tipo Anopheles. Sono presenti in Africa, in America Centrale e del Sud ed in Asia. Esistono studi che attestano la presenza della zanzara Anopheles in Italia, anche se si tratta di esemplari poco adatti alla trasmissione della malattia.

Le zanzare infette sono definite ‘vettori’ e pungono principalmente tra il tramonto e l’alba. Nel corpo umano i parassiti della malattia si moltiplicano nel fegato e quindi dopo una incubazione variabile infettano globuli rossi.

I sintomi.

Febbre, mal di testa, tensione di muscoli della nuca, brividi e sudorazione, talvolta nausea, vomito e diarrea, sono i sintomi che possono essere presenti ma che possono anche alternarsi. In genere compaiono tra i 10 ei 15 giorni dopo la puntura. Se non viene trattata con i farmaci appropriati, la malaria può diventare rapidamente pericolosa e mettere a rischio la vita, interrompendo l’afflusso di sangue agli organi vitali. In molte parti del mondo, i parassiti hanno sviluppato una resistenza ad una serie di farmaci specifici.

Alcuni dati importanti.

In Italia, come in Europa, è diventata la malattia tropicale più frequentemente importata. Secondo i dati più recenti, dal 2011 al 2015 sono stati notificati 3.633 casi, di cui l’89% con diagnosi confermata. La quasi totalità è d’importazione, i casi autoctoni riportati sono stati solo sette, riporta la Circolare del ministero della Salute dello scorso dicembre per la Prevenzione e controllo della malaria in Italia. I decessi sono stati in totale quattro, dovuti ad infezioni da Plasmodio falciparum acquisite in Africa.

Il 70% dei malati sono uomini, il 45% ha tra i 24 e i 44 anni. I cittadini italiani colpiti da malaria sono il 20% dei casi, di cui il 41% era in viaggio per lavoro, il 22% per turismo, il 21% per volontariato/missione religiosa. Gli stranieri rappresentano ben l’80%, e di questi l’81% dei casi si è registrato tra immigrati regolarmente residenti in Italia e tornati nel Paese d’origine in visita a parenti e amici, il 13% tra immigrati al primo ingresso. La maggior parte dei casi è notificata nelle regioni del Centro-Nord.

La specie di plasmodio predominante è risultata P.falciparum, con l’82% dei casi segnalati, seguita da P.vivax (12%), P.ovale (4%), P. malariae (2%). Rare le infezioni miste (0,4 %). Il 92% dei casi arriva dal continente africano (soprattutto da Paesi dell’Africa occidentale), il 7% da quello asiatico, lo 0,6% da Paesi dell’America centro meridionale e lo 0,1% dall’Oceania (Papua – Nuova Guinea); in questi ultimi tre continenti predomina il P.vivax. Ad aprile 2016, l’Ufficio regionale europeo dell’Oms ha annunciato l’eradicazione della trasmissione di malaria autoctona in Europa.

Ben diversa la situazione nelle aree tropicali e sub tropicali, dove la malaria rappresenta ancora la più importante malattia trasmessa da un vettore. Secondo l’ultimo rapporto Oms (World Malaria Report, dicembre 2015), sono 95 i Paesi ancora con endemia malarica, circa 214 milioni i casi e 438mila i decessi.

Fonte: adnkronos e repubblica.it

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