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Disfunzione erettile: quando il problema è “lui”

La disfunzione erettile può diventare un problema serio in una coppia. Ma anche un enorme macigno per chiunque si trovi di fronte all’impossibilità di riuscire ad avere dei rapporti sessuali soddisfacenti.

Oltre ai percorsi medici più conosciuti, si è scoperto l’utilizzo delle onde d’urto come supporto e cura. Ne abbiamo parlato con il Dott. Marco Biffi, medico fisiatra esperto in onde d’urto.

1) Disfunzione erettile: colpisce tutti?
La disfunzione erettile (DE) è definita come l’incapacità a raggiungere e/o a mantenere un erezione sufficiente a condurre un rapporto sessuale soddisfacente. E’ un problema che interessa milioni di uomini nel mondo alterandone in modo grave la qualità della vita sessuale: solo in Italia si stima che ne siano affetti circa 3 milioni di uomini.
Recenti studi relativi alla popolazione tedesca, hanno dimostrato che l’incidenza della disfunzione erettile è correlata all’età e colpisce anche fasce inaspettate:
– fascia 30-39 anni     2 %
– fascia 40-49 anni   10 %
– fascia 50-59 anni   16 %
– fascia 60-69 anni   34 %
– fascia 70-79 anni   53 %
La disfunzione erettile o impotenza si definisce “primaria” o “secondaria” a seconda che la mancanza di erezione si sia manifestata fin dall’inizio o sia invece intervenuta in un secondo momento, successivamente ad un iniziale periodo di vita sessuale soddisfacente.
La “impotentia erigendi” è quella che si caratterizza per l’impossibilità fisica del pene di raggiungere una normale e duratura erezione.
All’origine dei problemi di erezione possono esserci  numerosi fattori fisici e psicologici, spesso concomitanti e in interazione tra loro: tra le cause psicologiche più comuni vi sono l’ansia, l’ansia da prestazione, la depressione ma anche lo stress e i condizionamenti ambientali.
Le cause organiche di una mancata erezione possono essere di tipo endocrino, di tipo neurologico, legate a malattie croniche (diabete, insufficienza renale o epatica) o derivanti dall’uso di farmaci (primi tra tutti gli antiipertensivi). Sono poi da considerare con attenzione alcuni fattori di rischio che aumentano la probabilità di insorgenza della disfunzione erettile tra i quali l’età, il consumo di alcol e droghe, il fumo, l’ipercolesterolemia, l’obesità e la carenza di esercizio fisico.

E’ stato evidenziato che il difetto di base nei pazienti con DE può essere, indipendentemente dall’eziologia, uno squilibrio tra la contrazione e la capacità di rilasciamento della muscolatura ­ liscia del corpo cavernoso.

2) Ultimamente si parla di terapia ad onde d’urto come possibile aiuto: ci spiega di cosa si tratta?

L’erezione è un evento emodinamico che coinvolge sia il sistema nervoso centrale che fattori locali. È regolata dal rilasciamento delle arterie cavernose e della muscolatura liscia del corpo cavernoso. Un adeguato flusso sanguigno verso il pene gioca un ruolo importante in questo processo.  L’aumento del volume di sangue e la compressione della muscolatura liscia trabecolare, riduce il flusso venoso in uscita (meccanismo veno-occlusivo).

Ne deriva l’ottenimento di una rigida erezione con un certo grado di rigidità con diminuzione del flusso sanguigno attraverso le arterie cavernose.
Le attuali conoscenze indicano che alla base dell’evento in questione ci sia un meccanismo mediato dalla sintesi di ossido nitrico (NO), un labile neurotrasmettitore.

In modo specifico, per chi vuole capire la parte medica, dopo la diffusione alle cellule muscolari lisce del corpo cavernoso, l’NO stimola l’enzima citosolico guanilato ciclasi a produrre un secondo messaggero, la guanosina monofosfato ciclica (cGMP). I nucleotidi ciclici, quali il cGMP, sono idrolizzati dagli isoenzimi nucleotidi ciclici fosfodiesterasi (PDE), localizzati in vari tessuti. Nel corpo cavernoso dell’uomo, il PDE-cGMP specifico – tipo 5 (PDE5) è l’isoenzima predominante. 

In sostanza, il Sildenafil (più comunemente conosciuto come Viagra) è un inibitore della PDE5 che impedisce la degradazione del cGMP nei corpi cavernosi favorendo quindi la permanenza di NO e quindi la permanenza dell’erezione

Il principio grazie al quale le onde d’urto extracorporee hanno effetto sul tessuto biologico, si basa sulla trasformazione di stimoli meccanici in segnali biochimici o biomolecolari. Il processo è conosciuto come Meccanotrasduzione.
Effetti ormai ampiamente documentati prodotti dalle onde d’urto sono la produzione di NO tissutale e la sintesi di fattori di crescita correlati alla neo-angiogenesi oltre alla stimolazione di fenomeni di rilassamento muscolare.
Le onde d’urto quindi agiscono da supporto ai meccanismi responsabili della regolazione dell’erezione.
Effetti specifici nel trattamento della Disfunzione Erettile:
Neo-Angiogenesi (vascolarizzazione)
Iperemia
Rilassamento muscolare

 
3) Come avviene? E’ dolorosa?

La terapia ad onde d’urto per la cura della disfunzione erettile viene somministrata in normali sedute ambulatoriali, senza l’impiego di alcun tipo di anestesia in quanto l’applicazione è del tutto indolore.

Le onde d’urto vengono convogliate verso una “testa di applicazione” che viene fatta scorrere in modo da trattare completamente i corpi cavernosi sia lungo l’asta che nella zona crurale (base o radice del pene).
La singola sessione di applicazione ha di norma una durata di circa 20-25 minuti complessivi. Il ciclo completo di trattamento, raccomandato per il raggiungimento del migliore e più duraturo risultato, prevede 5 diverse sedute.
I risultati ad oggi ottenuti hanno dimostrato che le onde d’urto (a seconda dei vari studi) sono risultate efficaci ovvero hanno portato miglioramenti fino al 80 % dei casi trattati (anche i più seri) e soprattutto che i buoni risultati ottenuti si sono mantenuti nel tempo per un periodo di almeno 6 mesi nel 90 % dei casi e per un periodo di 12 mesi ed oltre nel 83 % dei casi.
Per info sul Dott. Biffi, qui la sua pagina con tutte le info.
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